La giustizia ambientale è un principio che si basa sull’idea che la popolazione globale debba avere uguale accesso e capacità di controllo sulle risorse ambientali utili alla propria sussistenza e al proprio benessere (acqua, terra, energia e aria pulita). Tale principio è sorto nel panorama statunitense a partire dagli anni Ottanta, quando i movimenti per i diritti civili cominciano a porre il fattore ecologico al centro delle proprie rivendicazioni. In particolare, comincia ad essere sistematicamente denunciata l’idea che le fasce di popolazione più povere e marginalizzate del pianeta siano anche quelle maggiormente localizzate nelle vicinanze di impianti ad alto rischio ambientale (quali discariche di rifiuti o industrie fortemente inquinanti). Tali fette di popolazione, inoltre, spesso coincidono con discriminazioni di stampo razziale, di genere e di classe sociale, come nel caso statunitense che vede coincidere la popolazione più a rischio con le comunità afroamericane delle periferie. A partire dal contesto statunitense, il principio della giustizia ambientale si è diffuso su scala globale, ispirando e caratterizzando le lotte dei movimenti globali per la giustizia ambientale nell’intento di rivendicare il diritto di tutti i popoli del Nord e del Sud del globo di avere eguale accesso all’uso delle terre o dell’acqua, eguale tutela della salute per tutte le comunità e tutti i territori, ed eguale capacità di controllo sulle risorse ambientali necessarie al proprio benessere e nel rispetto degli equilibri ambientali del pianeta. 

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3.Voci da collettivi di ecologia politica Vai alla pagina della puntata della trasmissione radiofonica Il Mondo Nuovo oppure ascolta direttamente qui

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