Durante le conferenze si discute di due grandi questioni: la mitigazione del mutamento climatico e l’adattamento alle sue conseguenze. Nel primo caso si tratta di discutere su come ridurre l’aumento delle temperature medie del pianeta, soprattutto attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra, nel secondo di come intervenire per contrastare le grandi problematiche sociali prodotte dal mutamento climatico. Le due grandi sezioni di discussione delle conferenze hanno mantenuto queste due denominazioni.

All’organizzazione delle COP partecipano due comitati. Il Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice (SBSTA) che raccoglie studiose e studiosi di problematiche climatiche e ambientali e ha un compito consultivo, indica cioè quali sono i principali problemi individuati dalla comunità scientifica. Inoltre ha il compito di esprimere pareri sulle problematiche di carattere tecnologico legate alla riduzione delle emissioni. Il secondo comitato è il Subsidiary Body Implementation (SBI) che si occupa delle problematiche amministrative ed economiche degli obiettivi che la conferenza si prefigge. Ad esempio è il comitato che ha calcolato che servirebbero 100 miliardi di dollari per intervenire sulla riduzione delle emissioni prevista dall’accordo di Parigi. 

A partire dall’approvazione del Protocollo di Kyoto la conferenza ha iniziato a creare comitati che si occupano di una singola questione. Il primo, ad esempio, seguiva l’adesione al protocollo di Kyoto dei diversi paesi. In questo momento è attivo un gruppo di lavoro chiamato Ad Hoc Working Group on the Paris Agreement che si è formato dopo l’accordo di Parigi e si occupa di formulare ipotesi sulla gestione delle politiche per la riduzione delle emissioni.

Le decisioni finali raggiunte dalle conferenze però non sono vincolanti, l’adesione è su base volontaria. I documenti finali sono sottoposti alla ratifica dei singoli stati, che in diverse occasioni non li hanno approvati. È successo anche con l’accordo di Parigi. Quindi il risultato dei diversi giorni di contrattazione non obbliga chi partecipa a seguire le indicazioni contenute nei documenti finali. Nonostante ciò diverse volte non si è giunti a documenti condivisi da tutte le parti.

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